Bruno Detassis, il Re del Brenta, il patriarca degli alpinisti trentini si è spento, ieri sera nella sua casa di Madonna di Campiglio.
Bruno nasce a Trento nel 1910 da una famiglia operaia. Inizia a lavorare come fabbro ancora giovanissimo e al contempo frequenta le scuole serali, poi lavora in fonderia e impara il mestiere di idraulico. Sempre giovanissimo, aveva 16 anni, sale da capo cordata la Normale alla cima Paganella e capisce che la sua vita sarà dedicata alla montagna.
Il Gruppo del Brenta diventerà la sua seconda casa prima gestendo il Rifugio 12 Apostoli e poi dal 1949, il Rifugio Brentei. Il Brenta sarà anche il palcoscenico sui cui Bruno disegnerà i suo capolavori e le sue linee logiche e ardite (la via Trento alla parete nord est della Brenta Alta e la via delle Guide alla parete est del Crozzon di Brenta solo per citarne alcune) su cui l'imperativo sarà sempre il cercare "il facile nel difficile" .
Teatro delle sue realizzazioni non sarà solamente il Gruppo del Brenta con Ettore Castiglioni forma un sodalizio che realizzerà numerose nuove aperture sulle parti delle Pale di San Martino e in Marmolada. Nel 1957 partecipa, assieme ad alpinisti del calibro di Marino Stenico e Luciano Eccher alla prima spedizione trentina in Patagonia.
Sarà, nel 1941, il primo direttore del primo corso roccia della neo costituita Scuola di Alpinismo e Scialpinismo Giorgio Graffer e di cui, negli anni successivi, sarà parte attiva dell'organico.
Oggi il mondo della montagna ha perso non solamente un personaggio carismatico ma una persona che amava profondamente la montagna e soprattutto la rispettava.
Ciao vecchio Saggio, Ciao Re del Brenta, Ciao Bruno.