Mi sentivo un drugo alla Kubrick in sella alla gloriosa MV Agusta 350 bicilindrica che tagliava le curve della litoranea in Gallura e puntava le file di suore impaurite nonché sobbalzanti. E pensare che prima di venire a trovarti non mi ero allontanato più di tanto dalle contrapposte sponde del Piave, di qua e di là dov’era un’osteria, un'osteriiiaaa! E che rientrando poi su dalla Marca trevigiana fra le mie dolomie sarei passato addirittura ai Sex Pistols! Ma intanto lì a Santa Teresa con te, giovane e spoglia, ascoltavo Loy e Altomare: «Quattro giorni insieme, a far l’amore come matti, a cucinarci gli spaghetti lalala lala lalalala...».
Mio caro amore (III) sai che c’azzecca la moto coi monti, con Intraisass? La moto è come il cavallo. È libertà. È da uno e hai presente piuttosto l’effetto di due sopra lo stesso cavallo? Sì, perfino sui monti incontri in processione i cajani che se vai svelto t’inseguono e se rallenti van dentro di testa al tuo zaino. Ma puoi andare anche da solo. Puoi, rischiando il giusto, scartare. E comunque sia pure tu Silia in quell’estate calda e ventosa senza l’obbligo del casco, nel ’76, pressoché in capo alla Sardegna avevi la pelle del mare.
