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giovedì, 28 luglio 2005

PREMIO PELMO D'ORO, EDIZIONE 2005

postato da marcoconte alle 22:25 in incontri e manifestazioni
È stato reso ufficiale da pochi giorni l'elenco dei premiati con il Pelmo d'Oro, l'ambita onorificenza alpinistica della Provincia di Belluno. Come da copione, la giuria della manifestazione ha previsto anche stavolta diverse sezioni e riconoscimenti speciali. Il bellunese/trevigiano Giuliano De Marchi, «alpinista e himalaista di eccezionale tempra e rigore morale» è il prescelto per quanto riguarda l'alpinismo in attività; il presidente della corte costituzionale francese Pierre Mazeaud, già compagno di scalata di Roberto Sorgato e ministro dello sport in terra transalpina, è stato invece insignito del Pelmo d'Oro per la carriera; altro straniero ospite in terra dolomitica è Wolfgang Thomaseth, cui è stato attribuito il premio per la cultura alpina in virtù della sua esperienza di cineasta di montagna.
Viene quindi la volta della parte "speciale" della manifestazione. «Scrittore e montanaro, alpinista e cacciatore, alpino e combattente. Ha fatto conoscere al mondo gli orrori della guerra e la ritirata di Russia». Chi potrebbe essere se non Mario Rigoni Stern, premio speciale della giuria 2005? Ma non è finita qui, poiché sono previste anche due menzioni speciali per i zoldani Pietro Sommavilla e Alessandro Masucci: il primo è conosciuto soprattutto per la sua opera di divulgazione e come autore di guide alpinistiche, spesso in collaborazione col professor Giovanni Angelini; Masucci infine, accademico del CAI, ha svolto un'intensa attività in Dolomiti con centinaia di ripetizioni e e 128 vie nuove. Ha arrampicato con lo stesso Giuliano De Marchi ed è tra i soci fondatori di Mountain Wilderness. La cerimonia di premiazione del Pelmo d'Oro è programmata per sabato 6 agosto alle ore 10 nella sala congressi di Fusine, Zoldo Alto, nella Valle del Maè.

CESARE CONTRO REINHOLD

postato da marcoconte alle 22:21 in storia dell alpinismo
Ancora dal Corriere delle Alpi in edicola oggi, sempre dalla pagina "24 ore nelle Alpi", scopriamo la risposta del "Ragno delle Dolomiti" Cesare Maestri all'ultima provocazione del "Re degli 8000" Reinhold Messner, che metteva ancora una volta in dubbio la veridicità della storia del Cerro Torre. «Non accetto processi sommari», dichiara l'anziano alpinista di Campiglio, «di sedersi attorno a un tavolo a discutere non se ne parla neanche».
Dopo più di quarant'anni di calunnie a suo carico e diversi libri dati alle stampe per testimoniare la verità del suo racconto sull'avventura in terra patagonica vissuta con Toni Egger, Cesare decide di dare un taglio netto: «Con queste poche righe io personalmente mi impegno a chiudere definitivamente questa, e qualsiasi altra, annosa e misera polemica, giurando che da questo momento risponderò del mio operato eventualmente solo alla magistratura».
Non per questo Maestri rinuncia ad assegnare un colpo di fioretto al collega alpinista altoatesino: «Da quando ho l'uso della ragione ho sempre detestato i processi sommari e gli inquisitori. Io attorno a un tavolo mi siedo solo con le persone che stimo e non con sodomizzatori che si fingono estimatori e ai quali non devo rendere conto di nulla. Con tristezza devo rendermi conto che viviamo in un mondo di merda».
martedì, 26 luglio 2005

RAKAPOSHI 3

postato da intrablog alle 08:28 in rakaposhi

KARIMABAD
Welcome in the Valley of the Peace
Benvenuti nella Valle della Pace recita il cartello d’ingresso a Karimabad.

Dopo quattro giorni dalla partenza finalmente troviamo un po’ di pace, sotto ogni aspetto, per raccontare il nostro avvicinamento alla grande montagna che domina non solo i nostri pensieri, ma anche il giardino da cui vi sto scrivendo. Seduto al tavolo di un piccolo albergo Hunza, se alzo gli occhi dalla tastiera, di fronte a me, indescrivibile, si alza l’irraggiungibile sagoma del Rakaposhi. Qui, a Karimabad, parlare del Rakaposhi è come accendere gli occhi di ogni abitante di questa bellissima valle. Nella città vecchia, poco sotto le mura dell’antico forte Baltit, non c’è persona che non sia a conoscenza della nostra salita. Per strada ci fermano, ci ringraziano e ci augurano con sincera ammirazione buona fortuna. Per loro il Rakaposhi è la montagna più bella del mondo. E qui di montagne alte e belle ce ne sono molte. Se mi giro di spalle c’è l’Ultar Peak, a sinistra lo Spantik, con un pilastro di ghiaccio e neve che all’ora del tramonto si tinge d’oro, tanto che la montagna è pure conosciuta con il nome di Golden Peak. Ma il Raka è il Raka e qui nella città vecchia ci hanno già promesso una grande festa al nostro ritorno. Comunque vada.

Sembra strano, quando si leggono i diari delle spedizioni che passano per Karimabad, che poco si scriva, con la luce o con le lettere, su quest’angolo di paradiso. Eppure il Rakaposhi senza Karimabad e Karimabad senza il Rakaposhi non sarebbero ciò che sono. Due poli indissolubili, due perle di natura e cultura appoggiate sulla stessa conchiglia di mondo che noi conosciamo come Karakoram, la terra dalle “pietre nere” da cui nascono un giardino verde e una fortezza di ghiaccio. Se Dino Buzzati e Franco Battiato fossero qui con me, e in realtà lo sono, nel mio cervello, non esiterebbero a lasciarmi disegnare le trame di musica e scrittura delle loro Fortezze Bastiani. Provate a cercarle.

Un fiume minaccioso separa Nagar da Hunza, due regni ancora indipendenti se si considerano le forti identità dei loro abitanti. Da una parte Sciiti, dall’altra Ismaeliti. Oggi a pranzo abbiamo avuto la fortuna di essere ospitati nell’umile casa del nostro ufficiale di collegamento. Il suo invito è stato tanto cordiale che non abbiamo esitato a scendere nella parte bassa del villaggio. Manzur ci ha fatto accomodare in una piccola sala di legno bianco con finestre da tutti i lati e si è scusato per la sua piccola casa, ma quando il cuore di una persona è grande poco importa la grandezza della sua proprietà. Sul pavimento i classici tappeti Hunza con cuscini rettangolari lungo le pareti. Fuori un giardino circondato dai caratteristici pioppi bianchi, tremolanti verdi pilastri di piccole e dignitose abitazioni di mura chiare, e alberi da frutto, sopratutto albicocchi e noci, che colorano a perdita d’occhio ogni angolo di questa valle che in origine era un deserto di montagne brune. L’uomo ha creato un giardino e vi assicuro che non ho visto posto più bello in vita mia.

Sarà questo mio scrivere dettato forse dall’entusiasmo del viaggio – siamo lungo una delle più difficili varianti della Via della Seta – sarà il team vario e meraviglioso che ho messo insieme – un miracolo diceva ieri Carlos quando siamo passati sotto la parete Nord del Rakaposhi e ci siamo consapevolmente guardati in faccia – sarà che la distanza amplifica il sentire perché vorresti avere i tuoi cari vicino a tale bellezza… sarà, semplicemente, che siamo a Karimabad, la Valle della Pace.

Nonostante che Ivo pare essersi ammalato di iperattività (gira con le picche per l’albergo senza mai sedersi un momento), Renzo invece è un susseguirsi incessante di strategie, Alessandro e Crista-Lee hanno l’indice consumato a forza di fotografare, Mirco è un pensiero fluido e continuo, mentre Michele non smette di ricordarmi che l’amicizia e la pace sono le cose più belle della vita.

Alberto Peruffo
Karimabad, 5.15 pm, 22/07/05

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venerdì, 22 luglio 2005

RAKAPOSHI 2

postato da intrablog alle 12:39 in rakaposhi


Karakorum Highway - photo by Alessandro Pianalto - 20/07/05

Kara-ki, Kara-ka
Kara-giù, Kara-su
Kara-ko
Rum
Brum


Karakorum Highway - photo by Alessandro Pianalto - 21/07/05

Non ci sono parole
se non misteriosi echi onomatopeici
per riassumere una strada che è un mondo…

- di sassi, pietre, fiumi, anse, curve, buche,
polvere, asfalto, camion e persone

…e un mondo dalla strada.

20 ore di Karakorum Highway.


Rakaposhi + team dalla KKH, Parete Nordovest - photo by Alessandro Pianalto - 18/07/05

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mercoledì, 20 luglio 2005

REINHOLD CONTRO CESARE

postato da marcoconte alle 22:34 in storia dell alpinismo
Breve rassegna stampa dal Corriere delle Alpi di oggi, alla pagina intitolata "24 ore nelle Alpi": «Nel 1959 Cesare Maestri non arrivò sul Torre», parola di Reinhold Messner. Ora tra il "Re degli ottomila" e il "Ragno delle Dolomiti" si starebbe arrivando ad una vera e propria querelle giudiziaria con tanto di avvocati e tribunali. A dir la verità, Cesare aveva già messo in preallarme il proprio avvocato dopo aver letto le dichiarazioni dell'alpinista Ermanno Salvaterra, che a sua volta aveva posto in discussione l'impresa della coppia Maestri-Egger sulla vetta patagonica.
«Non bisogna fare l'errore di togliere a Cesare ciò che gli spetta», mette comunque le mani avanti l'alpinista altoatesino: «Cerro Torre a parte, che per me è solo un aspetto marginale della sua storia di scalatore, lui è stato uno dei più grandi rocciatori del suo periodo, un grandissimo "liberista". Per me era e rimane un idolo». Curriculum a parte, il giudizio sulla scalata al Torre resta categorico: «Nel 1959 non è arrivato in cima con Toni Egger e nessuno lo ha fatto da allora. Da quella via è impossibile arrivare sulla vetta. E anche la versione di Cesarino Fava non quadra».
Cesare Maestri intanto, che da decenni sostiene la veridicità del suo racconto anche con l'intento di rendere giustizia alla memoria del suo compagno caduto sulla via del ritorno dal Torre, non ha naturalmente digerito la presa di posizione espressa dai suoi colleghi alpinisti: «Sono stato dal mio avvocato, vedrò cosa dirà», sono le sue parole riportate nell'articolo del Corriere. A 46 anni di distanza, l'enigma del Cerro Torre continua.

RAKAPOSHI 1

postato da intrablog alle 10:14 in rakaposhi


Islamabad - photo by Crista-Lee Mitchell 18/07/05

Cinque anni da Islam(IS NOT)a-bad.
Questa è la prima sensazione che avvolge chi ha abbandonato il Pakistan per atterrare sugli occhi di gente, nuovaMENTE, come noi.
Persone d’Islam. Is not a bad.

Islamabad Moschea di Re Faisal

Ritrovare un amico, terra o uomo, è ritrovare se stessi.
E’ ritornare ciò che si era in ATTESA di ciò che non si sa.
Riabbracciare Carlos, in questa terra, dopo cinque anni è stato un attimo di intensa, non DISattesa, felicità

Hotel Shalimar

La montagna è grande, lo sperone è infinito.
Sfogliare la nuova documentazione è un groppo allo stomaco e una scossa al cervello.
Non sappiamo ancora chi vincerà e cosa sarà.

Sartoria

Ma noi siamo a Islamabad. Is not a bad.
Non solo terra d’Islam. Negli occhi delle persone, noi e loro, non esiste Oriente né Occidente, ma solo diversi abiti nel vedere le cose. Tolti gli abiti esiste solo chi sta sopra o sotto l’impronta del proprio NATURALE pregiudizio.
Quando la CULTURA diventa NATURA.

 

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venerdì, 15 luglio 2005

RAKAPOSHI - SPERONE NW: si parte!

postato da albertoperuffo alle 11:06 in rakaposhi


RAKAPOSHI (7788 m),  Parete NORD - © Leo Klimmer

Questa sera Carlos Buhler e Crista-Lee Mitchell partiranno dal Nord America alla volta di Islamabad.
Il resto del gruppo [Alberto Peruffo, Ivo Ferrari, Mirco Scarso, Michele Romio e Alessandro Pianalto] partirà domenica mattina da Milano Malpensa, a parte Renzo Corona che il 19 luglio con volo diretto ci raggiungerà la mattina del 20 luglio, giusto in tempo per prendere il pulmino pronto per la Karakorum Highway: destinazione Karimabad, Valle Hunza.
Ogni dettaglio su dove andiamo e cosa tentiamo lo trovate a partire da www.intraisass.it/rakaposhi.

Insomma, siamo ai saluti.
E dopo aver salutato Lorenzo, il nostro Caro Potente Mass, e con il saluto che ci ha regalato chi ben ci conosce mediante le PAROLE VERTICALI di Ernesto Calzavara, nostro cantore-mentore, vi diamo appuntamento su queste pagine per seguire la nostra esplorazione. Un invito quindi a tutti i compilatori di news del blog di continuare a postare anche durante la nostra assenza. Supervisore sarà Mauro Mazzetti.
Per quanto riguarda noi, non vi assicuriamo niente.
La nostra scrittura e le nostre fotografie saranno incerte come la montagna che dobbiamo affrontare.

Un fraterno, resistente e caro saluto a tutti-tutti

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giovedì, 14 luglio 2005

OLTRE LE VETTE 2005, ANTEPRIMA

postato da marcoconte alle 22:00 in incontri e manifestazioni
È ormai quasi tutto pronto per la nona edizione di Oltre le Vette - metafore, uomini, luoghi della montagna – programmata a Belluno dal 24 settembre al 9 ottobre 2005: il comunicato stampa di presentazione della rassegna diretta da Flavio Faoro è stato diffuso alla fine della scorsa settimana ed è disponibile sul sito internet www.oltrelevette.it. Per la manifestazione organizzata dal Comune di Belluno ancora una volta grandi motivi conduttori, come quello "portante" dedicato al cinema di montagna, ed infine grandi ospiti: sono attesi tra gli altri Reinhold Messner con una serata al teatro comunale intitolata "Al Limite", Ermanno Salvaterra e Silvia Metzeltin Buscaini.
A farla da padrone sarà naturalmente la produzione cinematografica di ambientazione alpina: sono previste proiezioni di cineasti come Arnold Fanck, Leni Riefensthal e Frank Capra, mentre per la serata inaugurale è programmata la visione di "Terre Magellaniche" di Alberto Maria De Agostini, un documentario del 1933 ambientato in Patagonia. La stessa immagine ufficiale di Oltre le Vette 2005, una foto che ritrae la troupe del regista inglese Ormeson Smith all'opera sulle Tre Cime nel 1904 o 1907, anticipa le tematiche principali della rassegna e rievoca quella che è probabilmente da annoverare come la prima "location" dolomitica della storia della celluloide.
Anche per gli avvenimenti di contorno sono attesi nomi di rilievo: l'attore Sandro Buzzati con un'opera sul poeta dialettale Luciano Cecchinel; l'alpinista bassanese Paola Favero con uno spettacolo animato per i bambini; l'appuntamento tradizionale con il Coro Tre Pini di Padova (organizzazione e introduzione del Coro CAI di Belluno); il gruppo musicale cadorino Al Tei di Andrea Da Cortà; la mostra antologica del pittore Giovanni Bettolo, dedicata all'universo della montagna. Come di consueto ci sarà infine anche un appuntamento organizzato dalla Sezione di Belluno del CAI, che avrà questa volta per tema l'esplorazione di Artide ed Antartide: presentatore della serata sarà Italo Zandonella Callegher, accademico del Club Alpino e presidente del Filmfestival di Trento.
lunedì, 11 luglio 2005

CIAO LORENZO

postato da albertoperuffo alle 09:04 in alpinismo
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mercoledì, 06 luglio 2005

“LE DOLOMITI BELLUNESI”, ESTATE 2005

postato da marcoconte alle 22:45 in cultura
Alessandro Gogna e Gabriele Franceschini sono le due “firme illustri” che aprono l'edizione estiva di Le Dolomiti Bellunesi, celebrata pubblicazione semestrale edita dalle sezioni bellunesi del Club Alpino Italiano. Dopo una copertina che ritrae il versante settentrionale della Schiara in una tempera d'autore, la rassegna ha inizio con un articolo di Gogna dedicato ad una poco conosciuta “prima” del 1974 sul Campanile dei Zoldani nel gruppo della Moiazza: «La relazione però rimase nascosta tra le mie carte per 31 anni», spiega l'autore, «ed è un miracolo che sia sopravvissuta ad una decina di traslochi e a qualche inevitabile repulisti. L'ho recuperata solo ieri!»
Poche pagine dopo, il “Pelmo d'Oro” 2004 Gabriele Franceschini rievoca alcune esperienze di croda insieme al suo altrettanto celebre cliente Dino Buzzati Traverso sulle Pale di San Martino e dintorni: «Come sempre ci sfottevamo allegramente», ricorda l'ottantatreenne guida alpina, «Dino per la mia “fame di roccia”, come la definiva; io per le sue ansie. In vetta pipammo le doviziose col miscuglio del mio tabacco davanti al Sass Maòr e alla Cima della Madonna».
Sempre in testa alla rivista, Dante Colli firma un articolo retrospettivo sulla figura di Hans Dülfer a 90 anni di distanza dalla sua scomparsa sul fronte franco-tedesco: «Scalatore e pianista infaticabile» lo definisce Colli, nonché «precursore del sesto grado» come precisato nel sottotitolo di una biografia data recentemente alle stampe dallo stesso autore per Nuovi Sentieri. Il 2005 è tuttavia anche il centenario della nascita del professor Giovanni Angelini, «Orso del Zoldano» e insigne studioso della montagna bellunese: per questo anniversario l'omonima fondazione diretta da Ester Cason Angelini ha predisposto un calendario di iniziative che vengono presentate a pagina 99 del fascicolo.
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