Inizia la Prima Vera settimana himalayana. Moltissime, quanto poco signi-ficaNTI, storicamente parlando, le spedizioni in procinto di partire o già partite. Cercheremo di gettare uno sguardo che guarda guardingo, se fingo. Tra le curiosità di quest’anno [se guardassimo l’ANNO, non c ’è ricorrenza senza dANNO] la mega-iper-strato-superLEGGERAseNONfossePESANTE spedizione cinese all’Everest per celebrare il trentesimo anniversario della misurazione. Si dice in giro che trecento/300 cinesi assaliranno la cresta Nord per rimisurare l’Everest, controllare se gli Italiani hanno lavorato bene l’anno scorso, quindi aprire la strada per successivi gruppi nazionali misuratori. Molta mensura, poca pastura, diceva mio nonno. A causa di ciò i permessi primavera 2005 per la normale tibetana all’Everest sono stati molto selezionati, se non rifiutati. Sarà curioso seguire il simpatico alpinista trentino Diego Giovannini nel suo solitario tentativo sulla Cresta Nord, in autosufficienza, tra la moltitudine di cinesi sui [sopra/sotto] quali dovrà aprirsi la STRADA [se strada deriva da stratus, via lastricata, di strati e substrati]. I Ragni di Lecco, conseguentemente, collaboratori di Imont, hanno dovuto spostare il loro viaggio collaborativo dall’Everest Nord all’Annapurna. Bisogna dirlo senza riserve: è socialmente ipersintomatico l’aumento esponenziale dell’alpinismo delle buone intenzioni, delle buone ricerche, delle cause prime e dei fini penultimi. Non ci credete? Fate un click qui per vedere una bella coppia canadese che ha deciso di scalare l’Everest per passare un po’ di tempo in tenda e raccogliere un milioncino di dollari in beneficenza. En[mani]comiabile.
Giriamo pagina prima di chiudere. Gnaro Mondinelli e compagni sono già ai piedi del versante Nord dell’Annapurna. Il team sembra in ottima forma, pronto per lanciare Mondinelli sul primo anello della superba cinquina programmata [Annapurna, Lhotse, Nanga Parbat, Broad Peak, Shisha Pangma] per chiudere la catenaCATENA degli Ottomila.
Don’t stay tune.
Ci sono notti come questa in cui esco sul terrazzino dietro alla casa per un'ultima fumata mentre Claudia e Marinella dormono già e sento il profumo del bosco che scende dal Cornetto ed amo Ettore De Biasio ed Ivo ed il Mass ed avverso Bush e Berlusconi e credo che la vita sia comunque bella.
La scorsa settimana Patrick Gabarrou, Christophe Dumarest e Philippe Batoux si sono regalati una bella sorpresa da mettere nel loro personalissimo uovo di Pasqua.
Si è trattato di un uovo molto speciale, alto circa 1000 metri e largo poco più di un chilometro e mezzo; considerata la particolarità del contenitore, anche la sorpresa è stata all’altezza – in tutti i sensi.
Roccia, ghiaccio e misto, dry tooling e arrampicata: i tre francesi non si sono fatti mancare niente sulla parete nord delle Grandes Jorasses, dove hanno aperto una nuova via alla punta Margherita, cima forse un po’ negletta rispetto alle più famose Walker e Whimper, ma altrettanto capace di suscitare emozioni e suggestioni alpine. Se volete approfondire l’argomento, fate un giro su kairn.com, dove troverete quanto Philippe Batoux scrive della salita.
Segnaliamo una particolarità dell’ascensione, scandita peraltro da una preparazione meticolosa e da una esperta tenacia; visto che non erano presenti (s)comode approssimative cenge per bivaccare, i francesi hanno utilizzato una tecnica da big wall. Zaini e sacchi sono stati quindi sistematicamente recuperati, mentre il comfort notturno è stato assicurato da portaledge montate e smontate in occasione delle quattro notti passate in parete.
Unica nota stonata: Pat Gab (al secolo l’indistruttibile ed inossidabile Patrick Gabarrou) si è beccato una pietra sulla schiena, completando comunque la salita con gli ultimi tre tiri mancanti e rientrando poi a Chamonix con l’elicottero.
Con molto azzardo e spericolatezza concettuale, abbiamo perfino trovato un’analogia. Lui all’ospedale della cittadina francese per curare le ammaccature causate dal suo amaro uovo di Pasqua; noi dal dentista per tamponare i danni provocati dal nostro più canonico e dolce cioccolato.
Hillary e Tenzing sono stati fortunati: a questa conclusione è giunto Le Monde, dopo aver verificato che la copertura glaciale himalayana si è drasticamente ridotta dal 1953 ad oggi. I primi due salitori dell’Everest dovrebbero fare oggi i conti con un massiccio ritiro del fronte del ghiacciaio Khumbu; tale ritiro comporterebbe infatti un percorso assai più disagevole e pericoloso per raggiungere e superare la famosa seraccata.
Il monitoraggio del “castello d’acqua dell’Asia”, come è soprannominato il massiccio himalayano, si è protratto a lungo; i risultati, come in altre parti del globo, hanno portato ad esiti sconfortanti e preoccupanti. Lo scioglimento anomalo e maggiorato dei ghiacciai porterebbe, secondo un rapporto pubblicato la settimana scorsa, ad un aumento incontrollato e devastante di inondazioni, interessando le vastissime aree attravesate da Gange, Bramaputra, Indo e da altri fiumi.
Forse proprio per prevenire questi eventi calamitosi, la Svizzera, nazione precisa per definizione, sta escogitando idonee contromosse.
L’ultima della serie prevederebbe la protezione con imballaggio dei ghiacciai alpini mediante l’utilizzazione di una schiuma speciale, che preserverebbe dai raggi del sole, dal conseguente riscaldamento della superficie e dal successivo scioglimento del ghiaccio.
A partire dal prossimo maggio, la stazione sciistica di Andermatt spruzzerà pertanto schiuma in PVC sui 3000 m2 del ghiacciaio di Gurschen (costo 20 euro a m2 per un totale di 60.000 euro). Ovviamente altre stazioni sciistiche svizzere seguiranno a ruota su questa lunghezza d’onda. Rimandiamo alle news di yahoo per altri particolari.
Qualcuno dei lettori ricorderà Portobello, trasmissione durante la quale Enzo Tortora presentava improbabili inventori e paradossali uomini d’ingegno. A noi di Genova rimase impresso soprattutto quello che voleva eliminare la nebbia in val Padana spianando il passo del Turchino, valico che mette in comunicazione la Liguria con la pianura.
Pensiamo che in una nuova edizione del programma non ci starebbe male anche il ghiacciaio svizzero con la schiuma (ma nel testo originale ci piace di più mousse n.d.r.t.).
Rimane un sottile dubbio. Da qui a qualche anno si potrà forse ripetere ancora una volta, con il replicante di Blade Runner, “Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare”.
Non ho mai capito bene quanto gli sia successo e so soltanto che era un giovanotto brillante. Poi ha aperto un locale in pianura e dopo un anno è tornato irrimediabilmente esaurito. I ragazzi dicono che dev'essersi fatto qualcosa di pesante. Lui intanto vaga per Cimolais fumando e chiedendo, allorché ne è privo, una sigaretta. Noi stiamo sempre attenti a rifornirlo perché può anche svegliarti alle 4 del mattino e se lo sgridi, rimarcando che nella tua casa c'è gente che lavora, ti smonta con un "Dai mo', non fare adesso l'eroe!".
Tempo fa mi ha fermato e mi ha detto: "So che scrivi". Ed io: "Sì, di montagna". E lui, alzando gli occhi al cielo come per trarre ispirazione: "Uomini, vette, poesia?". Io, terra terra: "No, itinerari: si sale sulla sinistra, si scende a destra, s'attraversa...". Lui infine, guardandomi dritto: "Ah! Ho compreso. Àsto per caso 'na thigaréta?".
L'altra notte è scappato il dalmata di Sonia e quando lei l'ha ritrovato in una viuzza del paese con le zampe anteriori su un muretto, lo stesso cane puntava proprio Ernesto. Quest'ultimo, in piedi sopra il muretto, ha fatto subito segno con una mano di no, di non rimproverare l'animale, e mimando quindi con due dita alla bocca la più frenetica delle tirate le ha domandato: "Àsto piuttosto 'na thigaréta?".
Ieri pomeriggio si è tenuta a Roma la conferenza stampa per presentare l'edizione 2005 del Film Festival di Trento dedicata alle regioni polari: «Nuovo simbolo, nuovo direttore, persino nuovo nome...» inizia l'articolo de L'ADIGE di oggi FILMFESTIVAL: si cambia. A parte il nuovo direttore, di cui già avevamo dato notizia nel nostro comunicato stampa di settembrre, sottolineiamo i seguenti passi dell'articolo.
1. «I film in concorso saranno esaminati da una Giuria internazionale composta da: Børge Ousland, esploratore polare norvegese; Bernard Amy, scrittore e alpinista francese; Stefania Casini, regista documentarista italiana; Valèrie Kaboré, regista del Burkina Faso; Robert Schauer, alpinista austriaco e direttore del Berg-Filmfestival di Graz» - una giuria davvero di grande competenza e varietà, con la presenza di due figure eminenti dell'alpinismo internazionale: il francese Amy resta uno degli intelettuali più influenti della storia recente dell'alpinismo, l'austriaco Schauer è il confirmatario della probabile più grande salita himalayana di tutti i tempi, la Kurtika-Schauer alla parete Ovest del Gasherbrum IV (1985).
2. «Grazie al webcasting (contrazione di web e broadcasting), per la prima volta al mondo, un festival di cinema potrà essere seguito ogni giorno in diretta attraverso la rete internet. Verranno trasmessi contenuti audio/video via internet, in diretta o in differita. I principali eventi del Filmfestival verranno portati nel cuore di Trento attraverso una rete di monitor al plasma in alta definizione. Vi passeranno videoclip dei film in concorso, i programmi quotidiani delle proiezioni e degli appuntamenti, e soprattutto eventi in diretta».
Per i contenuti del nuovo «Trentofilmfestival» rimandiamo all'articolo citato e al nuovo sito www.mountainfilmfestival.trento.it.